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ATTORE TEATRALE

claudio cavallaro

I FIGLI DI ICARO

Nel 2005 ho intrapreso un’ennesima e divertentissima attività artistica, che mi piace definire tale seppure amatoriale: quella di attore teatrale con I Figli di Icaro.
La compagnia, nata nel 1998, ha finora portato in scena testi di Shakespeare, Goldoni, Harper, Grossman, Griffin, Campanile, Allen e Simon, nonché una pièce teatrale scritta dagli stessi attori, con lo scopo mirato di variare il proprio repertorio e sperimentare generi diversificati. Dal 2006 al timone della compagnia c’è Lucia Berardinelli, che ha al suo attivo una lunga esperienza teatrale come attrice, scenografa e regista. Il gruppo collabora da alcuni anni con l’associazione Alba ONLUS per il reperimento di fondi destinati ad opere di volontariato in Albania.
Le commedie portate in scena dal momento del mio arrivo sono Amateurs di Tom Griffin, Ad esequie avvenute, liberamente tratta da Il povero Piero di Achille Campanile, Non sparate sul regista, dal film Pallottole su Broadway di Woody Allen, Titoli di coda dalla commedia di Neil Simon Risate al ventitreesimo piano, e Rumori fuori scena di Michael Frayn.
In Amateurs ho interpretato l’attore amatoriale Ernie, un uomo grassoccio e un po’ stralunato, amante degli scherzi e delle battutacce, che dietro alla sua figura sorridente e pasciuta nasconde una personalità rancorosa ed invidiosa, che esce allo scoperto a causa di una recensione poco gradita.
In Ad esequie avvenute ho recitato nel ruolo di un personaggio decisamente più simpatico e positivo: il bisbetico nonno Osvaldo. Vecchietto narcolettico, un po’ tirchio ma fondamentalmente buono, Osvaldo è tanto disperato per il dolore della figlia Violante, rimasta prematuramente vedova, quanto celatamente contento per la morte del genero Ugo, un pignolo di prima categoria.
In Non sparate sul regista mi sono calato nei panni di Tony Mancuso, gangster di New York dalle chiare origini siciliane. Quando non è impegnato nella gestione dei suoi «business» e nei quotidiani regolamenti di conti, Tony si dedica a soddisfare le richieste della sua fidanzata: la svampita ballerina Milly Monroe. È per realizzare le aspirazioni teatrali della sua «bambola» che decide di finanziare uno spettacolo in cui lei abbia la parte della protagonista. Ma non tutto va come dovrebbe.
In Titoli di coda ho vestito i panni dello stravagante Nick Mason, capo di un'eccellente quanto sgangherata squadra di autori televisivi. Il suo è il programma più amato e seguito d'America, tuttavia i vertici della NBC trovano che la sua comicità sia troppo arguta ed impegnata, per questo decidono di togliere spazio allo show. Le conseguenze sull'integrità psichica di Nick sono evidenti, ma lui non molla e cerca in tutti i modi di difendere la sua dignità e quella del suo amato gruppo.to va come dovrebbe.
Nel 2011, dopo un anno e mezzo di prove, finalmente Rumori fuori scena al Teatro Agorà. Grandissimo successo di pubblico e critica, con il tutto esaurito per ogni replica e con ottime recensioni da diversi critici. Il mio personaggio, Selsdon, è un attore anziano e un po' sordo, che non si capisce bene se ci è o ci fa (secondo me ci fa...). Amante del whisky, non esita a "schiacciare pisolini post-prandiali" durante le prove e, se necessario, anche durante lo spettacolo! Non a caso gli è stata affidata la parte dello scassinatore, anche lui vecchio, sordo e anche un po' cieco.

LA COMBUTTELLA

Nel 2009, da una costola dei Figli di Icaro, nasce una nuova compagnia: La Combuttella. Il debutto avviene al Teatro Petrolini di Roma nell'aprile del 2010 con la commedia Senza chiedere permesso. La compagnia è formata da Lidia Perrone e Marco Libotte, che curano anche la regia, da Fabrizio Manzari e dal sottoscritto. Il personaggio interpretato è quello del subdolo e pavido commendator Tripodi, recatosi in quella che lui crede essere la pensione Aurora per incontrare una certa "signorina" Annalisa. Con sua grande sorpresa, non troverà né la pensione, né tantomeno la sua "signorina"... ma una stanza con tre porte, in cui è costretto a passare la notte con un capitano buontempone e un professore logorroico.

GLI SPETTACOLI

amateurs

AMATEURS: Una compagnia amatoriale, un pessimo ventriloquo, un infarto in corso, un incidente increscioso durante la cena: i Timberley Troupers stanno festeggiando il loro debutto quando la tranquilla serata fra vecchi amici viene turbata dalla recensione tutt’altro che benevola di un critico autorevole. È il pretesto perché tutto vada a rotoli o forse, chissà, perché tutto sia finalmente portato alla luce. La piacevole serata che segue la prima si trasforma così in uno spaccato di vita in cui sogni e ricordi, speranze e disillusioni dei personaggi vengono esplorati attraverso un’analisi toccante e dolceamara.
Tom Griffin con Amateurs (1991) riesce a far vibrare tutte le corde emozionali dello spettatore, analizzando lucidamente il mondo affascinante e spietato del teatro, di cui gli attori amatoriali costituiscono la linfa creatrice ma non riconosciuta dalla critica ufficiale. Del resto, “Senza il bisogno non c’è il rischio e senza il rischio non c’è arte”.

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ad esequie avvenute

AD ESEQUIE AVVENUTE: Perché giudichiamo la morte un fatto impossibile, incredibile? Perché diciamo nelle occasioni di lutto frasi a voler ben vedere senza senso? Perché costruiamo intorno ai defunti un balletto di ritualità e di stereotipi, invece di accettare l’evento con serena, disincantata saggezza? Cosa impedisce ad una società di recuperare un rapporto con l’esistenza e con la sua fine, all’insegna della naturalezza tipica di tutte le creature?
Questa commedia esplora con piglio vivace e con registro comico i paradossi della separazione dal mondo dalla parte di chi ci resta: le attitudini ridicole dei vivi, gli equivoci, la comicità involontaria e cinica del rapporto della civiltà con la morte. Pure quando questa è una morte apparente. E nonostante il defunto meriti un applauso per la sua trionfale uscita di scena.

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Non sparate sul regista

NON SPARATE SUL REGISTA: New York, Anni Venti. Anni di charleston e proibizionismo. Un giovane autore teatrale ottiene il finanziamento per mettere in scena la sua commedia, ma deve accettare il compromesso imposto dal suo finanziatore: il noto gangster Tony Mancuso.
Tra battibecchi, tradimenti e ripensamenti, un insospettabile personaggio aiuta il giovane a riscrivere il copione, trasformando una trama zoppicante in un indiscusso successo. Ma qualcosa continua a non essere perfetto…
«Ogni artista si crea il proprio universo morale»… ma fino a che punto è possibile spingersi in nome dell’arte?

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Titoli di Coda

TITOLI DI CODA: Anno 1953. Non è un momento felice per l’ambiente culturale americano. Il Maccartismo ha cominciato a prendersela anche con gli artisti e gli intellettuali, e le stesse emittenti televisive scelgono di puntare sull’intrattenimento più becero, togliendo sempre più spazio ai comici per azzittire chi ancora si prende gioco dell’establishment politico.  È così che a New York, negli studi di uno dei programmi comici più amati, un affiatato gruppo di autori cerca di resistere al clima di chiusura e di appiattimento culturale e ai continui tagli al budget e al personale, che vedono ridursi ad un numero sempre più esiguo anche le focaccine e il ciambellone di pane integrale. In questo clima surreale si incrociano i destini della giovane apprendista in prova, dell’ebreo fin troppo eterodosso, dell’emigrato russo, dell’irlandese che sogna Hollywood, dell’autrice incinta e di quella ipocondriaca, capitanati dal loro folle ed adorato capo, il presentatore Nick Mason. Non sarà facile schierarsi e rimanere coerenti, ma sarà il prezzo da pagare per mantenere ciò che è più caro a chi fa satira politica: la libertà.

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Senza chiedere permesso

SENZA CHIEDERE PERMESSO: Come vi sentireste se improvvisamente vi ritrovaste inconsapevolmente bloccati in una stanza dove nulla sembra normale? È quello che succede ai protagonisti di Senza chiedere permesso, che, a causa della bizzarra prigionia, si trovano a dover affrontare la difficile convivenza con gli altri e, soprattutto, con le proprie paure. In questo clima si svolge la commedia, in un alternarsi di curiose autoanalisi ed esilaranti riflessioni sul mondo, la vita e la religione, che riescono soltanto a creare più confusione nei già disorientati protagonisti. Ma l’ingresso inaspettato di una quarto personaggio sembrerebbe poter ristabilire l’ordine… o forse no?!

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Rumori fuori scena

RUMORI FUORI SCENA: Cosa succede dietro le quinte di una qualsiasi commedia in un qualsiasi teatro? La magia del teatro si ripete ogni sera, non solo per la magistrale interpretazione di un protagonista, ma soprattutto perché alle spalle si organizza un perfetto gioco di squadra tra attori, direttori di scena, costumisti... Senza armonia delle parti e disciplina, la macchina si inceppa e lo spettacolo fallisce. Rumori fuori scena di Michael Frayn è da sempre lo spettacolo principe della commedia moderna e rappresenta un meccanismo scenico perfettamente sincronizzato e ineccepibile, che svela magie e vizi del mondo di cui il teatro è solo un riflesso. Nel 1992 Peter Bogdanovich ne ha diretto l'adattamento cinematografico con Carol Burnett, Michael Caine e Christopher Reeve.

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