Per raccontare il mio libro Renzo Arbore ovvero Quello della musica (Raro! Libri/Coniglio Editore), prima biografia musicale autorizzata di e da Renzo Arbore, riporto di seguito la mia introduzione:
«I had a dream». Prima di me, in ordine cronologico e di importanza (senza nulla togliere al secondo!), questa breve ma significativa frase l’hanno detta Martin Luther King e Renzo Arbore. Del primo, uno degli uomini più importanti della storia del secolo scorso, è stato detto e scritto molto; del secondo, che con queste parole ha esordito nel suo progetto di rilancio della canzone napoletana (v. Napoli. Punto e a capo, 1992), è stato detto tanto, ma scritto ancora nulla. Il mio piccolo grande sogno era proprio questo: raccogliere in un libro le gesta musicali di quell’uomo che, dal 1988, anno in cui lo vidi per la prima volta nello spot televisivo della Fiat Tipo, è entrato nella mia quotidianità con le sue canzoni, i suoi programmi televisivi e i suoi modi simpatici e garbati, diventando per me un vero e proprio punto di riferimento. Si può dire che, inconsciamente, io abbia incominciato a raccogliere il materiale per questo libro a soli 7 anni, videoregistrando ogni sua apparizione televisiva, conservando ogni articolo di giornale che lo riguardava e, naturalmente, acquistando ogni suo disco. Oggi, dopo 19 anni di “arborite” acuta, malattia che mi ha portato a fare di Renzo Arbore anche l’oggetto della mia tesi di Laurea, il sogno si avvera. Si avvera, tra l’altro, in coincidenza con un traguardo importante ma assolutamente non definitivo (sono costretto a specificarlo per evitare gli scongiuri dell’interessato, che notoriamente vede come il fumo negli occhi e come fonte di iattura ogni sorta di celebrazione e/o commemorazione): i suoi 70 anni.
Ho parlato fin troppo di me, ma questa premessa mi è servita quantomeno per giustificare l’audacia con cui, da perfetto sconosciuto, firmo queste pagine.
Non so se rimarrà deluso chi pensa di leggere una biografia di Renzo Arbore. Forse sì, perché non è di una canonica biografia che si tratta; forse no, perché conoscere il Renzo Arbore musicista (ma anche musicologo, musicofilo, quasi musicofago oserei dire) vuol dire conoscere anche il Renzo Arbore uomo, che della musica ha fatto la “compagna” della sua vita e che in essa ha sempre cercato e riversato emozioni genuine e veraci.
Gli strumenti di cui mi sono avvalso fanno parte della mia collezione privata, alla quale ho già accennato: dischi, videoregistrazioni, articoli di giornali e tanti, tanti ricordi ed emozioni legati alla sua attività musicale. Tutto questo è stato integrato da un’accurata ricerca in biblioteche ed emeroteche e dalle testimonianze preziosissime di chi ha condiviso con lui “momenti” di musica – e quindi di vita – e ne ha fatto tesoro: Alberto Botta, Claudio Mattone, Stefano Marcucci, Monica Nannini, Dario Salvatori e Gegè Telesforo. C’è poi la testimonianza importantissima del protagonista – in particolare per quanto riguarda gli incontri importanti – che mi onora, mi gratifica e mi aiuta nell’intento.
Il mio desiderio è quello di rendere merito ad un uomo che ha nel DNA il gene della musica e che per essa si è prodigato in ogni momento della sua carriera e della sua vita: in prima linea come interprete e divulgatore, in seconda linea come disc jockey e critico, infine – last but not least – come cultore, amatore e collezionista.
Tutti questi aspetti trovano spazio nei capitoli di questo libro: si parte da Foggia, città in cui Renzo Arbore muove i primi passi anche come musicista in un circolo chiamato Tre Bis, per arrivare ai grandi successi internazionali con l’Orchestra Italiana, di cui forse il più prestigioso è quello ottenuto nel tempio della musica contemporanea: la Carnegie Hall di New York City. In mezzo c’è tutta la storia musicale dell’artista Arbore: c’è la Napoli del jazz con gli americani e delle canzoni napoletane con Roberto Murolo; c’è la Roma degli stornelli con Gabriella Ferri e dei primi programmi radiofonici anonimi; c’è il successo come disc jockey e l’affermazione professionale come autore, presentatore e critico musicale; ci sono le sigle dei trionfali programmi televisivi e le canzoni umoristiche; ci sono tanti dischi di canzoni napoletane, tante tournée in giro per il mondo e tanto, tanto swing.
Chi avrà la pazienza di leggere questo libro troverà qui e là anche alcune pagine di storia: quella storia della canzone italiana di cui Renzo Arbore è oggi sia divulgatore, avendone “rispolverato” e reso popolari molte fasi, che protagonista, essendovisi inserito di diritto come talent scout, interprete e prosecutore di certe tradizioni. D’altra parte uno dei vanti e dei meriti di Renzo Arbore è quello di essere “propedeutico”, ossia di avere sfruttato la sua popolarità e le sue conoscenze musicali nell’intento di avvicinare il pubblico ad una musica non popolare come il jazz e in quello di fargli riscoprire ed apprezzare quella musica a rischio d’oblio come la canzone napoletana classica e quella che lui ha definito “Italswing”.
È perciò con grande piacere che mi pregio di presentarvi Renzo Arbore… ovvero Quello della musica.
Claudio Cavallaro
GUARDA IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO CON RENZO ARBORE, GIANNI BORGNA, MICHELE BOVI, FERNANDO FRATARCANGELI E CLAUDIO CAVALLARO

Roma, Auditorium Parco della Musica, 2 ottobre 2007
Video di Denis Gianniberti per www.renzoarbore.it
(n.b.: il video è in bassa risoluzione poiché realizzato in diretta web)
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